mercoledì 30 maggio 2012

Una Famiglia Religiosa esemplare

Un caro lettore mi ha scritto per dirmi che...

Ciao D., sono […], ci eravamo sentiti qualche mese fa. Mi avevi consigliato di passare qualche giorno presso l'Istituto del Verbo Incarnato: ho seguito le tue indicazioni. Sono stato a Montefiascone (Viterbo): ho visto i ragazzi del seminario e anche le suore! Quello che scrivi nel blog è proprio vero!!! Da quando sono tornato a casa non faccio che parlare a tutti dell'Istituto e nel pregare perché si apra una casa anche qui nella mia regione, perché mancano degli ordini e dei sacerdoti fervorosi come loro. Poi ti faccio i complimenti per il blog, lo consiglio a tutti i miei amici e amiche che hanno un qualsiasi dubbio sulla vita consacrata e non trovano nessuna persona valevole con cui confrontarsi e che sappia fargli vincere le tentazioni. Mi piacerebbe tanto collaborare con te ad aiutare le anime [...], fra un mese presumo che entrerò in noviziato e quindi non so quanto potrò aiutarti...però sappi che, comunque vada, ti affido alla Madonna.

Con affetto e gratitudine,
(lettera firmata)

Carissimo in Cristo,
                                  mi è piaciuta moltissimo la tua testimonianza, sono contento che la Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato ti abbia dato una buonissima impressione. Io ho grande stima sia del ramo maschile, sia del ramo femminile (le Servidoras), poiché sono fedeli alla buona dottrina del grande San Tommaso d'Aquino, celebrano la Messa con devozione e sacralità, e col loro ardimentoso apostolato si impegnano tantissimo per la salvezza eterna delle anime. Apprezzo molto anche il loro fervore, la grande carità fraterna, il contagioso entusiasmo e la gioia dello stile di vita.

Inoltre, tra tutti gli ordini religiosi che conosco, la “pastorale vocazionale” che apprezzo maggiormente è proprio la loro, poiché mi sembra la più efficace e la più ricca di carità. I risultati sono evidenti: mentre tanti altri ordini e congregazioni da decenni stanno soffrendo la mancanza di vocazioni, invece la Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato fondata da Padre Carlos Buela è cresciuta in maniera esponenziale, e ogni anno riceve da Dio tante vocazioni da tutti i continenti.

Già alcuni lettori del blog hanno lasciato il mondo per entrare nei noviziati dell'Istituto del Verbo Incarnato e delle Servidoras, e penso che nei prossimi mesi altri ancora faranno la stessa scelta di vita. Ciò mi rende felice, poiché entrare in questa Famiglia Religiosa significa poter facilmente ricercare la propria santificazione e lavorare con ardore alla salvezza di tante altre anime redente dal Preziosissimo Sangue di Cristo.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

martedì 29 maggio 2012

Vocazioni nate dopo il terremoto

Alcune scosse di terremoto con epicentro in Emilia-Romagna hanno seminato distruzione e morte. So che in questa regione ci sono anche alcuni lettori del blog, spero che non abbiano subito danni.

Dio ci ama assai, se ha permesso che il terremoto devastasse alcune cittadine, lo ha fatto per il bene delle anime. C'è tanta gente che vive immersa nelle cose materiali, senza mai pensare a Dio, anzi calpestando la sua Legge. Speriamo che il terremoto abbia ricordato a costoro la fragilità della vita terrena. Nel mondo siamo solo di passaggio per breve tempo in attesa di giungere nell'eternità: inferno per chi muore in peccato mortale, paradiso per chi muore in stato di grazia. Il libro “Imitazione di Cristo” ricorda che nella vita tutto è vanità, fuorché amare e servire Dio.

Chissà, forse qualcuno durante le scosse del terremoto ha temuto di morire e ha fatto un atto di contrizione perfetta del cuore, chiedendo perdono a Dio dei propri peccati, non tanto per la paura di andare all'inferno, quanto piuttosto per aver offeso il Signore, che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.

E chissà, magari qualcuno, meditando sulla vanità dei beni terreni, che oggi li possiedi, e domani un terremoto o la morte ti portano via, adesso sta deliberando di donare a Dio il resto della propria vita, entrando in qualche ordine religioso fervoroso e osservante. L'ho già detto, il Signore ci ama assai, e se ha permesso che si scatenasse il terremoto, lo ha fatto per trarne un bene maggiore, ad esempio la conversione di qualche anima, o per far meditare a qualcuno l'entrata in monastero.

Un uomo sposato


Tempo fa un uomo mi ha inviato una lettera che consiglio di leggere soprattutto a coloro che sono indecisi se abbracciare la vita religiosa o sposarsi. Finché si è in tempo, è bene riflettere attentamente sullo stato di vita. Per leggere la sua lettera, cliccare qui.

lunedì 28 maggio 2012

Il gran pensiero dell'eternità

Ho rielaborato per renderne più agevole la lettura, alcune belle meditazioni del mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori. Ecco a voi delle edificanti riflessioni sull'eternità e sul pellegrinaggio terreno.

Sant'Agostino definiva il pensiero dell'eternità come "magna cogitatio", ossia il gran pensiero. Questo pensiero ai santi ha fatto comprendere che tutti i tesori e le grandezze di questa terra non sono altro che paglia, fango, fumo e sterco. Questo pensiero ha convinto tanti giovani, anche nobili, re e imperatori ad entrare in convento. Questo pensiero ha dato coraggio a tanti martiri di sopportare gli atroci tormenti della morte anziché tradire Dio.

No, non siamo stati creati per questa terra; il fine per cui Dio ci ha posti nel mondo è di farci meritare la vita eterna con le buone opere. A tal proposito Sant'Eucherio diceva che l'unico affare di cui dobbiamo avere premura in questa vita è l'eternità, cioè di guadagnare l'eternità felice del paradiso e di evitare quella infelice dell'inferno: Negotium, pro quo contendimus, aeternitas est. Se ci salveremo saremo per sempre felici, se ci danneremo saremo per sempre infelici.

La fede è ciò che fa vivere i giusti in grazia di Dio e che dà vita alle anime, distaccando i cuori dagli affetti terreni e ricordando loro i beni eterni che Dio propone a coloro che l'amano. Per vincere le passioni e le tentazioni bisogna che spesso ravviviamo la fede, dicendo: Credo vitam aeternam, credo che dopo questa vita la quale presto per me finirà, vi è la vita eterna, o ripiena di gioie o ripiena di sofferenze, che mi toccherà secondo i meriti o demeriti miei. Santa Teresa ripeteva alle sue discepole: "Figlie, un'anima, un'eternità!", volendo dire: figlie, abbiamo un'anima; perduta questa, è perduto tutto; e perduta una volta è perduta per sempre. Insomma dall'ultimo istante di vita su questa terra dipende l'essere per sempre felici o per sempre disperati.

Un pensiero di viva fede circa l'eternità che ci aspetta può farci santi. Scrive San Gregorio che coloro che pensano all'eternità non si inorgogliscono nelle vicende prospere né si abbattono nelle avverse; poiché non desiderando nulla di questo mondo, di nulla temono. Quando ci tocca di patire qualche infermità o persecuzione ricordiamoci dell'inferno; facendo così ci sembrerà leggera ogni croce e ringrazieremo il Signore di non averci fatto morire quando stavamo in peccato mortale.

Mentre siamo in questa vita siamo pellegrini che vagano per la terra, lontani dalla nostra vera patria, il cielo, dove il Signore ci aspetta a godere eternamente la sua bella faccia: Dum sumus in corpore, peregrinamur a Domino, scrive l'Apostolo. Se dunque amiamo Dio, dobbiamo avere un continuo desiderio di uscire da questo esilio e di andare a vederlo. Questo desiderio era quel che sospirava sempre San Paolo.

Non c'è da meravigliarsi se i malvagi vorrebbero vivere sempre in questo mondo, poiché temono di passare dalle pene di questa vita alle pene eterne ed assai più terribili dell'inferno; ma chi ama Dio ed ha una moral certezza di stare in grazia, come può desiderare di continuare a vivere in questa valle di lacrime, in continue amarezze, angustie di coscienza, e pericoli di dannarsi? e come può non sospirare di andar presto ad unirsi con Dio nell'eternità beata, ove non c'è più pericolo di perderlo?

E quando siamo afflitti dai travagli o veniamo vilipesi dal mondo, consoliamoci con la gran mercede che apparecchia Dio a chi patisce per suo amore. Dice San Cipriano che il Signore vuole che gioiamo nei travagli e nelle persecuzioni, perché in quelle occasioni si provano i veri soldati di Dio e si distribuiscono le corone a coloro che sono fedeli: Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei.

Ecco, sono pronto ad ogni croce che mi invierà il Signore. No, non voglio delizie e piaceri in questa vita; non merita piaceri chi ha offeso Dio. Sono pronto a patire tutte le infermità e traversie che mi colpiranno, son pronto ad abbracciare tutti i disprezzi degli uomini. Sono contento, se così piace a Gesù, che io venga privato di tutti i sollievi corporali e spirituali, purché non venga separato dall'amore di Dio. Ciò non lo merito, ma lo spero da quel sangue che il Redentore ha sparso per me. Voglio amare per sempre Dio, mio amore, mio tutto. Io vivrò in eterno ed in eterno lo amerò, come spero, e il mio paradiso sarà godere del suo gaudio infinito e lodare la sua infinita misericordia.

domenica 27 maggio 2012

Non desiderava sposarsi

Ripubblico quel che mi scrisse una carissima lettrice del blog che stava deliberando lo stato di vita da eleggere (poi è entrata in monastero).

Buon giorno,
                      scrivo dalla […], ho 28 anni, non sono sposata, non escludo di farmi suora in qualche monastero osservante. Ho scoperto il tuo sito qualche tempo fa. Esso mi piace assai, alcuni testi e frammenti li conoscevo già, perché anch'io mi interesso di vocazione religiosa, cerco di trovare su Internet varie opere di Santi su questo tema [… e spero] che molte persone vengano a conoscenza di queste belle opere su un tema così straordinario, degno di scriverne in questi nostri tempi un po' tristi. [...] Una cosa è ovvia e certa per me: non sposerò mai un uomo della terra perché non mi immagino per niente di vivere come le altre ragazze sposate. Tutte vogliono sposarsi, formare una famiglia [...] e guadagnare soldi. E' normale per loro, ma io non ho sentito mai questo desiderio di seguirle in questa strada. [...] attualmente sto attraversando difficoltà interiori molto tristi, come se qualcuno volesse separarmi per sempre da Gesù... come vedi, ho tanto bisogno di preghiera e te ne ringrazio di cuore!

Saluti cordiali
(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                  ti ringrazio tanto per la tua gentilezza. Prego con tutto il cuore affinché tu possa fare ciò che Gesù buono desidera da te. Spero che Gesù voglia prenderti come sua sposa, perché Egli è il miglior sposo che una ragazza possa avere. Gli uomini della terra, anche i più buoni, non valgono nulla in confronto al Redentore Divino. E poi, anche se una ragazza volesse prendersi come marito un comune mortale, deve sapere che è difficilissimo trovare un uomo buono come Luigi Martin, un vero marito cristiano e padre esemplare di nove figli, tra cui Santa Teresa di Lisieux.

San Paolo Apostolo desiderava che tutti fossero vergini come lui, mentre il matrimonio lo raccomandava solo a quelle persone che per pigrizia non se la sentivano di vivere in totale castità, lottando contro i desideri carnali.

Certo che pregherò la Madonna per te, affinché ti aiuti a fare la volontà di Dio. Gesù ti vuole bene assai, e qualsiasi cosa ti accadrà in futuro, non dimenticarti mai di rifugiarti nelle mani della Beata Vergine Maria, la nostra Mamma del Cielo. Non ti demoralizzare, la Madonna veglia notte e giorno su di te. Coraggio!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cristo Re e Maria Mediatrice,

Cordialiter

sabato 26 maggio 2012

Pensare alla vita religiosa

Ripubblico la lettera di una gentile ragazza rumena...

Caro Cordialiter,
                             sono una ragazza di 17 anni della Romania e ho scoperto con piacere il tuo sito. Quando ero bambina pensavo di diventare una suora e questo desiderio è cresciuto con me. Purtroppo, l’adolescenza mi ha fatto cercare la mia felicità altrove, limitando il mio rapporto con Dio. [...] Per evitare l'angoscia dei sacramenti, ho un po' abbandonato la pratica religiosa, salvo a Natale e Pasqua. Giustamente, si potrebbe chiedere come io possa continuare a pensare alla vita religiosa. Io sento sempre questo desiderio di amare Dio, di essere Sua, che non mi lascia. Io ho cercato la mia felicità negli altri e non l'ho trovata. Io proverò a cercarla in Dio, e credo che la troverò, ma ho paura di avanzare da sola, paura di perdere la strada, così io ritardo la mia conversione. Un direttore spirituale potrebbe essermi di aiuto, ma esito ancora a richiedere questo aiuto. Io mi vergogno dei miei peccati, dei miei sentimenti e non so se avrei il coraggio di confidarmi con qualcuno. Io vorrei condividere il mio dolore chiedendovi di pregare per me e spero di ricevere qualche consiglio.

Approfitto dell'occasione per dire che io ammiro molto il tuo blog. [...].

Grazie
(lettera firmata)

Carissima sorella in Cristo,
                                              innanzitutto devo dirti che mi fa molto piacere ricevere lettere dall'estero. È bello sentirsi fratelli nella fede anche se abitiamo in Paesi lontani.

Hai ragione, le creature non possono darci la felicità, poiché il nostro cuore è stato creato per amare Dio, e può trovare pace solo se riposa in Lui. Non ti scoraggiare per i peccati che hai commesso, il Signore è infinitamente buono ed è contentissimo di perdonarci se noi ci pentiamo e confessiamo umilmente le nostre colpe. Ogni volta che un peccatore torna a Dio col cuore pentito, in Cielo gli angeli fanno grande festa. Pensa che Santa Margherita da Cortona, Santa Maria Maddalena, Santa Maria Egiziaca in gioventù furono grandi peccatrici, ma poi si pentirono e vissero santamente il resto della loro vita. Ricevere il perdono da Dio procura grande pace e gioia all'anima.

Sono contento di sapere che hai il desiderio di diventare suora. Ecco alcuni consigli. Per ora non parlare di vocazione con amici e parenti. Cerca di fare molta lettura spirituale leggendo classici del cristianesimo come “L'imitazione di Cristo”, “Storia di un'anima”, “Filotea”, "Pratica di amar Gesù Cristo", ecc. Cerca di trovare un buon sacerdote con cui confidarti. Incomincia a informarti sui vari ordini religiosi femminili per conoscere i loro carismi e capire se ti senti più portata a vivere in un monastero di clausura oppure in un ordine religioso di vita attiva. Ricordati che l'ordine religioso da scegliere deve essere osservante, cioè deve vivere in maniera veramente religiosa e non in maniera rilassata e secolarizzata.

Carissima, io voglio solo che tu sia felice, e potrai esserlo se farai quel che Dio desidera da te. Sappi che vivendo in un monastero osservante sarà molto facile per te salvarti l'anima e cercare la santità. Se Gesù ti chiama ad essere sua sposa, ritieniti molto fortunata, poiché un conto è essere sposa di un uomo della terra, altro conto è essere sposa del Re dei re.

Quando ti senti demoralizzata non esitare a scrivermi, per me è una grande gioia rispondere alle lettere dei lettori per cercare di incoraggiarli al combattimento spirituale.

Restiamo uniti nella preghiera. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

venerdì 25 maggio 2012

Vocazione

Molte persone si pongono domande sulla vocazione. A tal proposito ripubblico una specie di “intervistata” che ho fatto a una cara lettrice del blog esperta di vita religiosa. Per tutelare la sua riservatezza le ho dato il pseudonimo di Gemma, per via della sua devozione a Santa Gemma Galgani.

Carissima Gemma, innanzitutto ti ringrazio per la tua amicizia disinteressata. Questa volta voglio porti alcune domande sul tema dei “dubbi sulla vocazione”.

- Alcune persone dopo essersi convertite si sentono attratte dalla vita religiosa, tuttavia dubitano di avere la vocazione poiché pensano di esserne indegne a causa dei peccati della vita passata. Ma Dio può chiamare alla vita consacrata anche anime che sono pentite dei peccati mortali commessi nella vita passata?

- Premesso che non esiste nessuna creatura al mondo degna di ricevere il dono della vocazione alla vita religiosa, ti dico che se anche una persona avesse commesso peccati mortali in una vita precedente alla conversione, se veramente crede alla Misericordia di Dio, sa bene che attraverso un sincero pentimento con il proposito di non peccare più, si riceve il perdono dei peccati attraverso il Sacramento della confessione. Lavato e purificato dal Sangue di Cristo diventa candido come la neve. È una tentazione e anche mancanza di umiltà credere che non possiamo ricevere questo dono da parte di Dio, forse che il Creatore non conosce bene l'anima che ha creato? Non si sarà mica sbagliato? È una bella presunzione da parte nostra credere di avere il giusto criterio per giudicare le scelte di Dio. Credo che quando si riceve un dono si debba solo ringraziare, e nel caso della vocazione direi che non basterà l'eternità per ringraziare. Bisogna fare un grande atto di umiltà e accettare con fede questo immenso dono che il Signore fa a chi vuole Lui, secondo i Suoi criteri e non i nostri, grazie a Dio!

- Tu conosci bene la vita monastica. Il diavolo cerca di tentare i religiosi con dubbi vocazionali? Perché lo fa?

- Il diavolo, colui che cerca sempre di strappare la felicità ai figli di Dio, non sopporta di vedere una creatura godere dell'immensa gioia di consacrarsi al Signore, e si dà tanto da fare per cercare di distogliere le creature da questo proposito, insinuando nella loro mente e nel cuore tanti dubbi sulla vocazione. Egli sa anche bene che le persone consacrate offrono tutta la loro vita per strappargli le anime, odia talmente le monache che le chiama con disprezzo “teste fasciate”! si inventerebbe qualsiasi cosa pur di cercare di fargli abbandonare la vita religiosa. Si dà un bel da fare in particolar modo nei noviziati, perché sa che l'inesperienza e l'insicurezza dei primi approcci con la vita religiosa rende le creature più fragili, ma se stanno ben ancorate al Signore, confidano nel Suo aiuto, attraverso la preghiera incessante tutti i dubbi vengono sciolti, e l'anima può proseguire il suo cammino senza confusione.


- Quando una persona ha dei dubbi sulla vocazione, conviene confidarsi col proprio direttore spirituale o con la priora del monastero se è una novizia?

- Una cosa molto importante appena si presentano alla mente questi dubbi sulla vocazione è parlarne sia con il direttore spirituale che guida la nostra anima, sia con i superiori che nel caso di una monaca può essere la maestra delle novizie se è novizia o la priora se è già professa, perché loro devono rendere conto a tutta la Comunità della nostra vocazione, cioè se è vera o no. È molto importante anche perché se è una tentazione, solo parlandone viene subito smascherata. Mi ricordo infatti che molti santi, tra i quali Santa Teresa di Gesù Bambino, ebbero anche alla vigilia della professione tentazioni terribili sulla vocazione, ma non appena ne ebbero parlato con chi le guidava svanirono! Purtroppo, il nemico ha la faccia tosta di tentare anche religiosi con 50 anni di vita religiosa, incredibile! perciò bisogna stare sempre vigili perché lui non va mai in vacanza e purtroppo neanche in pensione!

- Ti ringrazio per le risposte. Apprezzo molto la tua amicizia caritatevole e fraterna che ricambio molto volentieri.

- Caro fratello, spero di essere stata esauriente. Desidero ringraziarti per l'appellativo grazioso che mi hai dato chiamandomi "Gemma", l'ho gradito molto, è stato un gesto di tenerezza da parte di un fratello spirituale che ha capito quanto sto soffrendo. Ti saluto e ti ringrazio per la tua amicizia. Il Signore ti benedica.

giovedì 24 maggio 2012

Lettera di un caro lettore

Tempo fa un caro lettore del blog mi ha scritto un'accorata lettera di incoraggiamento...

Caro D., che bello il tuo blog! Lettera dopo lettera sento l'animo commuoversi, e mi smarrisco pensando a come Gesù voglia raggiungere proprio ogni luogo e tutte le persone per tramite dei suoi innamorati, dei suoi sboccianti apostoli. Mi commuovo soprattutto quando parli di Maria, quando rassicuri le giovani donne che a Lei si consacrano, perché hanno trovato il vascello sicuro che le condurrà gioiose al Porto Eterno, anche in mezzo alle più rovinose tempeste. Mi piace il calore spirituale che promana dai tuoi scritti, sapienti e sicuri. Certe volte, poi, leggendoti posso allontanare momenti di sconforto o di debolezza; e anche solo le immagini che inserisci sento talvolta riemergere nel mio spirito quando parlo o medito su cose spirituali (come l'immagine di santa Teresa trapassata, in quel suo volto beato e sereno).

Mi piace la tua parola combattiva e ispirata, ed è davvero un conforto per me sapere che darai ancora il tuo contributo per la povera rivista della parrocchia S. Maria Assunta in Cielo.

Ti guidi sempre e ti protegga la nostra Madre, Immacolata e sempre Vergine Maria.

(lettera firmata)

Carissimo amico,
                              ti ringrazio per le belle parole di incoraggiamento. Gestendo questo blog mi sono accorto che ci sono tante persone che si sentono attratte dalla vita consacrata, ma il mondo cerca di farle pensare ad altro. Per contrastare l'opera dei nemici delle vocazioni religiose, cerco di pubblicare un post al giorno, con l'intento di aiutare i lettori in discernimento vocazionale a mantenere accesa la fiammella della chiamata divina. Se un ragazzo ha la vocazione ma non ci pensa quasi mai, prima o poi rischia di perderla.

Tuttavia dalle lettere che ricevo mi sono accorto che il blog è letto anche da tante persone che pur non avendo la vocazione per la vita consacrata, vengono ogni giorno sul sito per trovare degli scritti spirituali con cui nutrire la propria anima. Ovviamente rispondo volentieri anche a costoro, poiché il precetto divino sulla carità fraterna riguarda tutti.

Ti confesso che qualche volta mi viene in mente il pensiero di abbandonare il blog, ma poi penso subito al dispiacere che proverebbero molti lettori con i quali ho un rapporto di amicizia spirituale, e non me la sento di tradirli e di abbandonarli come fanno i soldati disertori. Anzi, penso che questa battaglia merita di essere combattuta, e spero (a Dio piacendo) di continuare a combatterla per molti anni ancora.

Carissimo, continuerò volentieri a scrivere articoli per la rivista della tua parrocchia. Per me è un piacere fare “propaganda religiosa”. :-)

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Cristo Re e Maria Corredentrice.

Cordialiter

P. S. Per farti piacere ho ripubblicato la foto del volto esanime di Santa Teresa di Lisieux. Quanta pace che emana il suo viso angelico. Per lei la morte è stata l'inizio della vita eterna con Cristo, il suo casto Sposo.

Laboratorio S. Joseph

Una carissima lettrice del blog ha aperto un laboratorio di arte sacra. Con una parte degli utili che otterrà da questa attività, ha intenzione, insieme al suo futuro sposo, di costruire un eremo nel quale ospitare laici desiderosi di trascorrere alcuni giorni di preghiera e riflessione immersi nel silenzio e nella pace. Spero tanto che questa iniziativa possa andare in porto, per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio.


mercoledì 23 maggio 2012

Far soffrire la fidanzata?

Un gentile lettore mi ha chiesto se sia giusto abbracciare la vita religiosa, pur sapendo che in questo modo si dovrà lasciare la fidanzata, la quale soffrirà il distacco.

Ciao Cordialiter, e grazie per il tuo blog meraviglioso che leggo regolarmente con tanta attenzione!

Vorrei esporti un mio dubbio: fino a quanto è giusto lasciare la propria ragazza per ascoltare la propria vocazione che si fa sempre più pressante e iniziare un cammino religioso? Fino a che punto il Signore sa accogliere la sofferenza, non tanto mia, ma quanto quella della ragazza che si sta lasciando?

Grazie di cuore.
(Lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                ti ho fatto rispondere direttamente da una mia collaboratrice. Però, siccome il tema che hai proposto interessa tanta gente, ho deciso di darti anche io una risposta pubblica.

Una fidanzata potrà anche essere la ragazza più buona del mondo, ma non sarà mai equiparabile a Dio. Dunque, se il Signore chiama ad abbracciare uno stato di vita più perfetto, sarebbe assurdo rinunciarvi per timore di far soffrire la propria fidanzata. Se un ragazzo ha la vocazione religiosa, ma preferisce sposarsi, tutto andrà storto nella sua vita, quindi soffrirà lui e farà soffrire anche sua moglie, la quale gli dirà: “Era meglio se ti fossi fatto monaco, così non mi avresti rovinato la vita, visto che non sei portato per lo stato coniugale!”

Tra i lettori del blog, ci sono varie persone sposate (soprattutto donne) che mi hanno scritto per dirmi di essersi pentite di aver contratto matrimonio, e adesso rimpiangono di non aver abbracciato la vita religiosa. Secondo me l'ideale sarebbe di pregare affinché il Signore doni la vocazione alla propria ex fidanzata. So che ci sono stati dei fidanzati che si sono lasciati per abbracciare entrambi la vita religiosa. Ciò è avvenuto ad esempio al mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori, il quale convinse la sua fidanzata a farsi monaca di clausura. Ma un caso simile è accaduto alcuni anni fa a due fidanzati. Addirittura so che persino una coppia di sposi è riuscita ad avere la dispensa ecclesiastica per “lasciarsi” e abbracciare entrambi la vita religiosa (lui in un convento, lei in un monastero molto lontano) dopo che entrambe le due figlie si erano fatte monache di clausura.

Ogni sofferenza patita su questa terra può diventare una grande ricchezza spirituale se con rassegnazione viene offerta al Signore. Quindi, se Dio ti sta chiamando alla vita religiosa, obbedisci alla vocazione. Ci penserà lo Spirito Santo a consolare la tua fidanzata.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

martedì 22 maggio 2012

Una lettera molto interessante

Cari lettori, in questi anni ho ricevuto centinaia di lettere vocazionali, ma ce n'è una che mi ha colpito in modo particolare. Una ragazza mi ha confidato che dopo essere capitata per "caso" sul blog, ha cominciato a pensare a consacrarsi a Dio. Ecco la sua lettera:

Caro Fratello,
                      è la prima volta che ti scrivo, volevo innanzitutto ringraziarti per il blog, l'ho trovato di grande aiuto, per le letture che hai gentilmente consigliato, per i monasteri che forse ho conosciuto solo nelle mie favole. Proprio così, nelle favole si sogna il principe azzurro, per me il monastero è il sogno in una bellissima favola. E' sempre stato il mondo perfetto in cui avrei voluto vivere, in cui la vita viene vissuta non trascurando la vita stessa, in cui si assapora ogni istante il senso della vita, in cui la vita diviene incorruttibile ed esemplare.

Sono alcuni mesi che leggo il tuo blog, e qui ho potuto scoprire i semi della vita, parlo dei monasteri. Sai, non ci sono molte persone a cui poter parlare di vita religiosa, o forse non sono riuscita a trovare negli occhi di qualcuno un spiraglio di luce, che mi desse la forza di potermi confidare. Certo, devo dirti che non ho mai conosciuto monaci. Ho conosciuto preti, ma davvero non mi sono sentita di confidarmi. Inoltre non so quale sia la mia strada. Non mi sono presentata, sono una ragazza di [...], a luglio compio il mio ventiseiesimo compleanno. Vivo in periferia, un posto tranquillo in mezzo alla natura. Sono cresciuta in una famiglia cristiana, unita, e con l'idea di dovermi sposare. In paese, per una donna il matrimonio è il momento essenziale della propria vita. E così crescendo tentavo di immaginare l'uomo giusto, l'uomo perfetto, cercavo la perfezione in tutto, nello sguardo, nel linguaggio, nei gesti, nel suono della voce, nel carattere, nel modo di camminare, cercavo la profondità, l'intensità, il senso in tutto, insomma, una mania di bellezza interiore. Ogni volta che sono in chiesa, ogni volta che guardo verso l'alto, ogni giorno cerco di piacere al Signore, ma non sono una santa. Ho sempre amato l'austerità nell'abbigliamento, la serenità in ogni parola, il decoro in ogni atteggiamento. La grazia della Vergine Maria mi impregna il cuore, mi induce ad un amore senza compromessi. La gioia mi invade quando canto per il Signore, sono nel coro della mia parrocchia, ed è proprio con la musica celestiale che mi ha attratta a sé. Con la Sua musica mi invade, e mi trasporta in giardini perennemente in fiore, e il desiderio di salire sempre più in alto tra gli angeli beati. Ti ripeto, io non conosco ancora la mia strada, ma desidero trascorrere del tempo in monastero, ma ho molta paura, perchè a volte mi perdo nei miei pensieri. La mente ha dei labirinti, c'è luce, ma a tratti c'è buio, a tratti c'è nebbia. Grazie per avermi ascoltata […]. Se tu conoscessi qualche monastero a [...] dove poter trascorrere alcuni giorni, dove poter andare anche solo per ascoltare la messa, mi darebbe davvero gioia. Ho dei problemi a restare per più di un giorno. E' triste dirlo, ma mia madre è un po' gelosa, se dipendesse da me mi sposterei anche in altri regioni d'Italia, ma sarebbe più prudente evitare questi discorsi in casa.

Sarai sempre nelle mie preghiere, ti abbraccio fraternamente
Il Signore accompagni sempre i tuoi passi
(Lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                         è una grande gioia per me ricevere lettere come la tua. Viviamo in una società secolarizzata, dove si pensa ai soldi, alla carriera, ai divertimenti sfrenati, ai piaceri materiali... a tutto tranne che ad amare Dio e a salvarsi l'anima. Certo ci sono anche le anime che amano Gesù buono, ma quante sono? Ah, c'è da piangere al pensiero che l'Amore non è amato! Ma che ci stiamo a fare su questa terra se non amiamo Dio?

Sono felicissimo di sapere che sei disposta ad adempiere alla volontà del Signore su di te, qualunque essa sia. Io non so se Gesù buono ti desidera come sua casta sposa, tuttavia non ti nascondo che da oggi comincerò a pregare per te affinché tu possa abbracciare lo stato di vita religioso in un ordine fervoroso e osservante. Se non hai la vocazione, pregherò lo Spirito Santo di donartela, poiché si tratta di un dono troppo prezioso. Un conto è essere sposa del Re del Cielo, altro conto è essere la sposa di un uomo della terra (spesso pieno di peccati e di miserie).

Leggendo la tua lettera mi è sembrato di capire che io sono il primo essere umano della terra a sapere che stai accarezzando l'idea di iniziare il percorso di discernimento vocazionale. :-) Hai fatto bene a non confidare ad amici e parenti il tuo desiderio, in questa materia c'è bisogno di massima discrezione. Sarebbe bene parlarne con un direttore spirituale, ma è difficilissimo trovarne uno adatto a tale scopo. Insegnano i manuali di ascetica che se un sacerdote non ispira fiducia, è inutile eleggerlo come guida spirituale, poiché se non c'è piena fiducia non si può aprire il proprio cuore, e dunque la direzione è inutile. Se poi un prete non è ricco di dottrina, carità e prudenza, la direzione può essere addirittura pericolosa, come insegna San Francesco di Sales. Quindi è necessario selezionare con estrema prudenza la propria giuda spirituale.

Nel capoluogo della tua regione c'è un ottimo monastero di clausura [...]. Purtroppo è difficile entrare da loro perché hanno tante vocazioni e il monastero spesso è strapieno e bisogna rimanere in lista d'attesa aspettando che si liberi un posto. Tuttavia puoi recarti nel loro parlatorio per parlare di argomenti spirituali.

Ma l'ordine che ti consiglio maggiormente è quello delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà”, le quali purtroppo attualmente non hanno conventi nella tua regione.

Carissima, io non ti conosco ma mi basta sapere che vuoi bene a Gesù buono per considerarti a pieno titolo mia sorella in Cristo. Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale nella speranza che il Redentore Divino voglia prenderti tutta per sé. Santa Teresa di Lisieux non voleva che il cuore di sua sorella Celina fosse conquistato da un uomo della terra, pertanto pregò ed ottenne per lei la vocazione religiosa. Anche io pregherò per te affinché il tuo cuore non cada nelle mani di un uomo del mondo, ma possa essere tutto di Gesù.

Rimango a tua disposizione per fornirti qualsiasi altra informazione, per me non è un disturbo, è piuttosto una gioia aiutare le persone che sperano di donarsi a Dio.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter

lunedì 21 maggio 2012

Dannarsi per una donna

Viveva a Londra, nel 1848, una vedova di ventinove anni, molto ricca e assai mondana. Tra i damerini che frequentavano la sua casa, si notava un giovane Lord, di condotta poco edificante.

Una notte, verso le dodici, la donna stava a letto leggendo un romanzo per conciliare il sonno. Appena spenta la candela per addormentarsi, si accorse che una strana luce, proveniente dalla porta, si diffondeva nella camera, crescendo sempre più. Meravigliata, spalancò gli occhi non sapendo spiegarsi il fenomeno. La porta della camera si aprì lentamente ed apparve il giovane Lord, complice dei suoi disordini.

Prima che essa potesse proferire parola, il giovane le fu vicino, l'afferrò al polso e disse in inglese: «C'è un Inferno, dove si brucia!».

Il dolore che la poveretta sentì al polso fu tale che svenne. Rinvenuta mezz'ora dopo, chiamò la camerie­ra, la quale entrando nella stanza sentì un forte puzzo di bruciato. La cameriera constatò che la padrona aveva al polso una scottatura così profonda da lasciar vedere l'osso, avente la superficie di una mano di uomo. Osservò ancora che dalla porta il tappeto aveva le impronte di passi d'uomo e che ne era bruciato il tessuto da una parte all'altra.

Il giorno seguente la signora seppe che la stessa notte il giovane Lord era morto.


[Brano di Don Giuseppe Tomaselli tratto da "L'inferno c'è". Imprimatur: Catania, 22-11-1954, Sac. N. Ciancio Vic. Gen.]

domenica 20 maggio 2012

Desiderare la vita religiosa

Una ragazza mi ha detto che nel “mondo mondano” sente una sorta di angoscia, mentre il suo desiderio è di vivere in convento...

Caro D.,
                 ti ringrazio molto per le tue parole e per il tempo che mi hai dedicato scrivendomi.

[...] comincio seriamente a pensare che questo mondo non sia adatto a me. Quando penso al convento, a Gesù o a diventare suora mi sento rilassata. Ma se comincio a pensare alle cose di questo mondo sento qualcosa simile all'angoscia, come se qualcosa mi stesse allontanando da Dio. Mi piacerebbe fare un'esperienza in un convento ma non saprei come fare... avrei bisogno di qualcuno che mi segua e prima ancora vorrei capire se quella che sento è una vera vocazione o magari il sentore della chiamata di Dio.

Per questo ho bisogno di altri tuoi consigli.
Aspetto una tua risposta.
Ti saluto in Maria e Gesù,

(lettera Firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   comprendo bene il tuo disagio nel vivere in questa società nella quale si pensa a tutto tranne che ad amare Dio!

A dir la verità, sin dalla tua prima lettera ho capito subito che non sei una persona adatta a vivere nel mondo. Basti pensare al disagio che provi quando ti trovi tra i tuoi coetanei che vivono paganamente, i quali sono soliti fare discorsi frivoli e volgari.

Se tu decidessi di restare nel mondo rimanendo nubile, saresti costretta a trovarti un lavoro per poter avere un reddito che ti consenta di vivere quando non ci saranno più i tuoi genitori, e pertanto saresti sottoposta agli stessi disagi che sopporti a scuola. Infatti, anche sul posto di lavoro capita spesso di sentire i colleghi fare discorsi stupidi e materiali. Sembra quasi che a certa gente interessi solo parlare di soldi, successo, svaghi, love stories, moda e ogni sorta di vanità delle vanità.

In un convento fervoroso e osservante saresti al sicuro da tante dissipazioni che affliggono le persone secolari, e potresti fare tranquillamente la vita devota che tanto ami. L'unico “problema” è che sei ancora minorenne, e per poter entrare in convento a questa età c'è bisogno del permesso dei genitori (quando sarai maggiorenne sarai libera di abbracciare la vita religiosa anche contro la volontà dei genitori). A dir la verità conosco un buon ordine religioso che accoglie studentesse come te, le quali la mattina vanno a scuola e al ritorno vivono stabilmente in convento con le suore. Anche se tu volessi fare una semplice esperienza vocazionale, non penso che i tuoi genitori ti lascerebbero fare un lungo viaggio da sola.

A proposito, ti senti più portata per la vita attiva o per quella contemplativa in clausura?

In Corde Matris,

Cordialiter

sabato 19 maggio 2012

Carità verso Dio

È molto importante fare spesso degli atti di carità verso Dio. A tal proposito riporto, con l'esplicito incoraggiamento del mittente, una lettera di un caro lettore del blog alla quale segue la mia risposta.

Caro amico,
                      ormai ti chiamo amico perché tale ti considero anche senza conoscerti, visto che i tuoi consigli valgono molto di più di quelli di tanti amici che si rifanno alla cultura del mondo, tu invece attingi da ben altre fonti e sei sempre così gentile da non lesinare spiegazioni, poi leggendo i tuoi articoli non si può far altro che avere fiducia in un amico come te che pur dicendo le cose come stanno lasci vedere sempre un barlume di speranza, non come tanti autori di blog e riviste che confondono e demoralizzano. Oggi, approfittando sempre della tua disponibilità, volevo un tuo parere su qualcosa che mi tocca personalmente in questo periodo. Come ti dissi io vivo in un paese dove la nostra religione non è permessa, quindi non ho l'opportunità di ricevere i sacramenti, inoltre, come ti spiegai sono in un periodo particolare di fragilità emotiva e confusione sul futuro a causa di problemi materiali e spirituali, tuttavia cerco di non farmi mai mancare la preghiera e ogni giorno cerco di essere costante, anche se non provo più il gusto della preghiera come prima, però, mi capita a volte di commettere dei peccati gravi, e qui non posso confessarmi, quindi cado in un tunnel senso di colpa da cui è difficile liberarmi che sfiora la depressione e inizio a pensare alla morte e cose del genere, e mi chiedo addirittura se tutte le mie preghiere in questa situazione diventino vane e inutili essendo io in stato di peccato o se il Signore, dall'infinito della sua bontà le ascolti lo stesso. Spero di avere bene esposto i miei dubbi, ti prego dammi un consiglio.
Grazie, che Dio ti benedica sempre,

(lettera firmata)

Carissimo fratello in Cristo,
                                        hai fatto bene a scrivermi, spero tanto di poter esserti di qualche utilità. Anche se tu fossi l'uomo più cattivo del mondo, il mio Re è morto in croce anche per te, nonostante sapesse che l'avresti tradito col peccato. Dunque, se Lui ti ha amato sin dall'eternità, anche io sono tenuto ad avere nei tuoi confronti sentimenti di carità fraterna. Se devo essere sincero, nutro molte speranze che riuscirai a risollevarti. Infatti, quando una persona si riconosce peccatrice, è già sulla buona strada che la condurrà, se sarà perseverante, ad un'autentica conversione.

È triste sapere che esistono degli Stati in cui il cristianesimo è proibito. Tuttavia, anche se non ci sono sacerdoti, puoi tornare oggi stesso in stato di grazia di Dio. In che modo? Ti basterà recitare con contrizione del cuore un “Atto di dolore”. Poi quando avrai la possibilità di confessarti, i peccati che hai commesso verranno definitivamente cancellati per l'eternità. Per “contrizione del cuore” intendo dire che devi essere dispiaciuto di tutti i peccati mortali che hai commesso, e questo dispiacere deve essere causato non tanto dalla consapevolezza di aver meritato l'inferno, quanto piuttosto dalla considerazione che col peccato hai offeso Dio che è infinitamente buono, e sei stato la causa dell'atroce e dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Se in questo momento hai questo “dolore perfetto” dei peccati mortali commessi, e hai l'intenzione di confessarti quando ne avrai la possibilità, ti ritrovi già in stato di grazia, e se per un incidente dovessi morire, non andresti all'inferno. Per questo motivo è cosa buona recitare ogni giorno l'atto di dolore, oppure potresti anche fare degli atti di carità perfetta verso Dio, dicendogli sinceramente che gli vuoi bene e che preferisci morire anziché offenderlo col peccato. Insegna San Tommaso d'Aquino che la carità non può convivere col peccato mortale, dunque se una persona fa un atto di carità perfetta verso Dio, implicitamente è anche contrita del male fatto, e così nel suo cuore non può più albergare il peccato mortale che viene spazzato via dalla carità perfetta verso Dio. Il Venerabile Don Giuseppe Frassinetti spiega diligentemente questa dottrina nel suo aureo “Compendio della Teologia Morale”.

In certi casi è lecito desiderare la morte, però bisogna dire che ovviamente non è mai lecito uccidersi, ma bisogna uniformarsi alla volontà di Dio. Lui ci ha creato, Lui è nostro Padrone, solo Lui sa quando è giusto far terminare il nostro esilio in questa valle di lacrime. Sant'Alfonso insegna che non è lecito desiderare la morte per rabbia o disperazione, però è lecito desiderarla quando qualcuno stimasse “meno dura la morte che la sua vita penosa, per causa dell'infermità, della povertà, o d'altra tribolazione che patisce.” Inoltre afferma che è lecito desiderare la morte per poter liberarsi dalle tentazioni che infestano il mondo e andare in Cielo ad amare Dio senza più paura di perderlo col peccato. Santa Teresa d'Avila desiderava ardentemente la morte per poter unirsi con Dio e a tal proposito scrisse una bella poesia in cui ripete spesso “muero porque no muero”.

La preghiera non è mai vana. Se un cristiano è in stato di grazia, la preghiera accresce in lui la carità e i meriti per il Cielo. Se invece è in stato di peccato mortale, la preghiera serve per chiedere a Dio la grazia di ottenere la conversione. Quindi, qualsiasi sia lo stato della tua coscienza, continua a pregare senza scoraggiarti. Non è detto che tu debba usare le normali formule, puoi anche parlare in modo familiare con Dio, raccontandogli i tuoi problemi, le tue preoccupazioni, le tue sofferenze. Parlando da cuore a Cuore col Signore, è bene inframmezzare il discorso con degli atti d'amore nei suoi confronti. Devi dirgli che lo ami, che tutte le ricchezze della terra non potranno mai far felice il tuo cuore, poiché l'unica cosa che brami è il suo amore, che vuoi convertirti per dargli gusto, eccetera. Chissà, forse leggendo questa lettera hai fatto qualche atto di carità perfetta verso la Santissima Trinità, e sei tornato in stato di grazia. Lo spero tanto!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in cristo Re e Maria Regina di tutte le Vittorie della Chiesa,

Cordialiter

venerdì 18 maggio 2012

Vocazione a 22 anni?

Lettera di una giovane ragazza desiderosa di fare un'esperienza vocazionale in qualche ordine religioso di "stretta osservanza"...

Salve,
          mi chiamo [...], ho 22 anni, Le scrivo dalla provincia di [...] e Le faccio i miei complimenti per il suo bellissimo blog, che immagino sia graditissimo a Nostro Signore.

Scrivo a Lei, come tante altre ragazze, per avere un aiuto e un'indicazione sull'istituto religioso in cui entrare a far parte. Su di me posso darLe poche ma precise indicazioni: sono pronta a lasciare tutto e tutti per unirmi completamente e definitivamente a Colui che mi vuole sua sposa. In realtà, ho già abbandonato da tempo la quasi totalità delle cose del mondo, posso dirLe che il mio non è un entusiasmo iniziale ma è una scelta frutto di un lungo cammino. […] Non ho altri al mondo che Lui, e Lo benedico perché è così. Desidero tanto fare una vera esperienza vocazionale: ho letto che nel suo blog parla di istituti di “stretta osservanza", di istituti seri, e non dallo spirito rilassato. Dunque, [...] potrebbe segnalarmi istituti di questo tipo in queste regioni?

Io comunque so che devo esser pronta ad entrare in qualsiasi istituto di vita attiva o contemplativa laddove Gesù mi voglia. Ho bisogno di stimoli continui per non addormentarmi nella fede, spero soprattutto di trovare delle consorelle pronte anche all'accoglienza delle giovani come me, considerando che sia nella preghiera che nel lavoro manuale ho davvero tanto da imparare, mi considero una grande ignorante, che però è tutta desiderosa di non dar loro fastidio ma di impegnarsi e di sottomettersi alla volontà del Signore nel servizio e nell'obbedienza alle mie superiori.

La ringrazio per la gentile attenzione che avrà nel leggere la mia mail e spero possa segnalarmi gli istituti di cui parla. Mi perdoni per il tempo che Le sottraggo.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                  dammi pure del tu (lo preferisco). Rispondo molto volentieri alla tua lettera, poiché uno degli scopi del mio blog è appunto di far conoscere gli ordini religiosi fervorosi e di “stretta osservanza”. Purtroppo, facendo un'esperienza vocazionale in un monastero rilassato si corre il rischio di rimanere disgustati e di rinunciare alla vocazione. Sant'Alfonso diceva addirittura che è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato.

Nella risposta che ti ho inviato in privato ti ho segnalato due ottimi ordini religiosi presenti nella tua regione. Il loro stile di vita gioiosamente povero, fervoroso e pieno di zelo per la salvezza delle anime riesce ad affascinare molte ragazze, e infatti sono tra le poche congregazioni italiane che hanno molte vocazioni, mentre tanti altri ordini femminili non hanno più novizie da tanti anni.

Carissima in Cristo, se per caso non ti sentissi portata per questi due ordini che ti ho suggerito, non ti arrendere, infatti ci sono tanti altri ordini che posso consigliarti. Per me ogni singola vocazione religiosa ha un valore enorme, pertanto non esitare a scrivermi per avere dei chiarimenti o semplicemente per avere una parola di incoraggiamento.

Spero con tutto il cuore che Gesù voglia prenderti come sua sposa. Ma ti rendi conto? Una cosa è unirsi al Re del Cielo, altra cosa è unirsi con una povera creatura della terra. Oh, quante donne rimpiangono di aver sposato un uomo della terra!

Ti incoraggio a perseverare nel bel proposito di donare il resto della tua vita a Dio. Siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio, per poi poterlo amare con tutto il cuore nell'eternità. Entrando in un ordine fervoroso e osservante sarà facile per te salvarti l'anima e cercare la santità, nel mondo invece ci sono tante distrazioni, dissipazioni e pericoli per l'anima. Se dovessi incontrare degli ostacoli sul percorso vocazionale, non ti arrendere, ma continua a perseverare.

Quando andrai in convento a fare un'esperienza vocazionale, non dimenticarti di pregare la Madonna per i lettori del blog, soprattutto per alcune ragazze che vorrebbero entrare in monastero ma sono ancora minorenni e stanno frequentando il liceo.

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

giovedì 17 maggio 2012

Vocazione e aiuto ai poveri

Una lettrice del blog mi ha confidato di voler abbracciare la vita religiosa e di dedicare il resto della sua vita ad aiutare il prossimo...

Caro D.,
               non so se ti ricordi di me, ti ho scritto molto tempo fa! In realtà non so nemmeno perché ti scrivo questa lettera... sento però la necessità di farlo, quindi eccomi qui! Seguo giornalmente il tuo blog e sono molto felice di sapere che ci sono tanti ragazzi e ragazze che bramano abbracciare la vita religiosa, come me del resto! Non so ancora dove il mio cammino mi porterà, ma non vedo l'ora di spiccare il volo e raggiungere la felicità completa tra le braccia di Gesù!

Sono in discernimento vocazionale da un anno ormai, ho conseguito la laurea e sono impaziente di fare qualche esperienza nei diversi ordini per capire come servire al meglio il mio Gesù! Da tempo ho capito che il mio desiderio è quello di servirLo ed amarLo nei poveri... è lì che Lo trovo, Lo curo, Lo accudisco! E' il servizio caritatevole che mi riempie il cuore della Sua grazia, della Sua luce e della Sua gioia!! Ho parlato di questo mio desiderio con il mio padre spirituale ed ho espresso anche i miei dubbi sul fatto che temo che tutto ciò sia troppo oltre le mie capacità e forze, ma lui mi ha rassicurata dicendomi che la grazia di nostro Signore mi sosterrà nella fatica e nella difficoltà!

Ti chiedo di sostenermi con la preghiera, io ti ricordo nella mia. :)
Un caro abbraccio,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    il tuo direttore spirituale ti ha dato una saggia risposta. È proprio così, il Signore quando chiama qualcuno alla vita religiosa, gli dà anche la grazia necessaria per adempiere la propria vocazione. In realtà, senza l'aiuto di Dio, noi esseri umani non possiamo fare nulla di buono.

Sono contento che hai terminato l'università, adesso spero che tu possa fare qualche esperienza vocazionale per comprendere qual'è l'ordine religioso in cui dovrai servire il Signore e il prossimo. È bellissimo il tuo desiderio di aiutare i poveri, l'importante è che tu stia alla larga da coloro che hanno adottato una mentalità secolarizzata. In questa società scristianizzata c'è un grosso pericolo, il quale consiste nel fare opere di beneficenza che non sono delle vere opere di carità. Adesso mi spiego meglio: le opere benefiche fatte senza lo spirito del Vangelo sono “spiritualmente vuote”, perché si cerca di fare del bene al prossimo senza il desiderio di portarlo a Cristo. Insomma, si tratta di sterile filantropia, non di carità cristiana; si tratta di due cose molto diverse. Qual'è la differenza? Ecco quel che diceva in proposito Padre Giuseppe M. Leone: “La carità è amore verso Dio e verso il prossimo, la filantropia è amore solo verso l'uomo; la filantropia è naturalistica e materialistica e i filantropi molto spesso, mentre "proclamano giustizia, legge, onestà", violano "ogni legge umana e divina". La carità è, invece, la "regina delle virtù", perché mette prima Dio e poi gli uomini, sicché di "matrice divina" è l'amore verso questi ultimi.”

Se sei alla ricerca di un buon ordine religioso dedito a opere di carità nei confronti dei bisognosi, ti consiglio di contattare le Servidoras. Resterai colpita dall'entusiasmante e gioioso zelo apostolico di queste suore. Le donne che desiderano fare un'esperienza vocazionale presso questo ordine religioso, possono chiedere informazioni scrivendo all'indirizzo: vocazione@vocazionessvmitalia.it

Spero di esserti stato di qualche utilità. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 16 maggio 2012

Meglio il mondo o il monastero di clausura?

Riporto il testo di una lettera che scrissi a una ragazza (ex lettrice del blog) che mi comunicò che sarebbe entrata in un monastero di clausura nel quale precedentemente aveva fatto un'esperienza vocazionale. La superiora del monastero le aveva comunicato per iscritto di aver visto in lei i segni della vocazione, e così si convinse a fare il grande passo.


Carissima sorella in Cristo,
                                           ho accolto con tanta gioia la bella notizia che mi hai dato. Mi hai scritto numerose lettere piene di unzione spirituale, che mi hanno edificato. Sono davvero contento che Gesù buono sia riuscito a rapire il tuo cuore e a convincerti a divenire sua casta sposa. Adesso devi amarlo ancora di più, perché troppo grande è il dono che ti ha fatto. Ma ti rendi conto? Se sarai perseverante diventerai la sposa non di un uomo qualsiasi, ma del Re del Cielo! Queste sono grazie che Dio fa solo a poche ragazze, e tu sei una delle poche fortunate. Queste cose i mondani non le capiscono, loro pensano che tu sia pazza, perché vai a rinchiuderti in un monastero di clausura e non potrai andare in discoteca, al cinema o in qualche altro luogo di divertimento. Loro non possono capire le gioie che si provano nel monastero, ad esempio nel cantare un devoto canto eucaristico innanzi al Santissimo Sacramento. Altro che tutti i divertimenti mondani messi assieme!

Mi hai detto che devi ancora sbrigare qualche faccenda nel mondo, e poi potrai finalmente partire per il monastero di clausura, dove Gesù buono ti aspetta a braccia aperte. L'ordine religioso in cui entrerai mi piace molto. Ho letto la biografia della Fondatrice e mi ha entusiasmato il suo ardore per la salvezza delle anime e l'amore per il Sacro Cuore.

In attesa della partenza, il diavolo cercherà di ostacolarti in vari modi. Potrebbe insinuarti che non sei fatta per la vita contemplativa, ma per la vita attiva. Ciò è una tipica tentazione per far perdere alle ragazze la vocazione o almeno la tranquillità del cuore. Un'altra tentazione frequente è quella di avere nostalgia della propria città, della famiglia, degli amici del mondo, e cose di questo tipo. Non devi avere nostalgia di nulla, poiché quando si ha Dio, si ha tutto.

Coraggio, resta fedele alla chiamata di Gesù, ed Egli ti ricompenserà generosamente. Mi raccomando, devi desiderare la santità con tutte le tue forze per far piacere al tuo casto Sposo. I mondani sono assetati di vino e di divertimenti, tu invece devi essere assetata della salvezza eterna delle anime e della maggior gloria di Dio.

Quando starai pregando nel silenzio della tua povera cella monastica, o durante la veglia notturna davanti al Santissimo Sacramento, non dimenticarti di dire all'amatissimo tuo Sposo una preghiera per me e per tutti i lettori del blog.

Ti ringrazio ancora per la bella notizia che mi hai dato. Spero tanto di poterti incontrare nella Patria Celeste, dove insieme alla nostra Mamma Immacolata, agli angeli e ai santi potremo adorare e lodare la Santissima Trinità con tutte le nostre forze per tutta l'eternità.

Cordialiter

martedì 15 maggio 2012

Riscoprire la vocazione

Pubblico la lettera che mi ha scritto un giovane lettore del blog.

Caro D.,innanzitutto ti saluto e ti voglio ringraziare per la tua opera che ogni giorno mi aiuta a riflettere e meditare sul dono della vocazione. Mi chiamo [...], ho 17 anni, già una volta ti avevo scritto, non so però se ti ricordi di me; insieme a questo tuo blog e ai consigli del mio padre spirituale vado sperimentando sempre più che il Signore mi chiama a qualcosa di più grande, e io sono felice di potergli rispondere fedelmente. Principalmente voglio dirti grazie perché negli ultimi tempi ho vissuto un periodo di grande aridità spirituale, durante il quale non solo avevo perso quella aspirazione alla vocazione, ma quasi anche la fede, e il tuo blog mi ha aiutato a riscoprire il piacere di appartenere a Dio. Infatti confidandomi con il mio padre spirituale riguardo a questa situazione, lui mi ha assicurato che era un periodo di transizione e che se fossi rimasto fedele al Signore tutto sarebbe andato per il meglio, però il tempo passava ed io sentivo sempre meno la presenza di Dio nella mia vita; tutto questo è durato per circa un anno, anno nel quale sì, continuavo le mie pratiche di pietà, ma senza alcun beneficio apparentemente. Addirittura avevo abbandonato completamente l'idea della vocazione, avevo fatto progetti riguardanti il mio futuro (piano di studi ed anche piano lavorativo). Avevo raggiunto una certa stabilità e ormai la vocazione non mi toccava più, non ci pensavo. Un giorno, circa un mese fa, mentre navigavo su internet per informarmi riguardo alcune università, mi è venuta voglia, dopo quasi un anno di assenza, di visitare il tuo blog, più per curiosità, devo dire, che per serio interesse verso la vita religiosa, però, mentre leggevo i vari post, in me si andava riproponendo quella gioia e pace pensando alla mia vocazione, allora quasi spaventato da quell'idea chiusi la pagina. Passarono alcuni giorni e l'idea della vocazione ritornava a far capolino tra i miei pensieri andando a scompaginare quelli che erano i piani che mi ero creato, dapprima era un pensiero a cui non davo molto peso e che mi era facile scacciare, però in seguito divenne sempre più forte, quasi una cosa martellante, che più cercavo di scacciare più lei ritornava con insistenza. Decisi allora di parlarne con il mio padre spirituale che mi disse una frase che mi è rimasta nel cuore: "Non possiamo combattere contro Dio". Queste parole se da una parte mi misero un po' in soggezione, adesso mi infondono grande pace perché mi hanno permesso di affidarmi completamente alla volontà di Nostro Signore ed accettare con gioia e come segno di grande predilezione questa chiamata. Adesso ho ripreso il mio cammino di discernimento con la mia guida spirituale dopo un anno di interruzione e sono sempre più convinto e felice della mia vocazione e non vedo l'ora di fare qualche esperienza in qualche convento. Ho scritto questa testimonianza per tutti quei ragazzi e ragazze che cercano di sfuggire alla vocazione facendosi dei progetti per il futuro e tramite questi progetti soffocare la loro chiamata; a voi dico quello che è stato detto a me. Caro D. ti ringrazio ancora e prego per te e per tutti i progetti che vorrai compiere o che già hai in porto, affinché tu possa essere sempre felice e realizzato. 

Affettuosi e cordiali saluti. 
(Lettera firmata)

lunedì 14 maggio 2012

Una spiritualità meravigliosa

Apprezzo tantissimo la spiritualità della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny basata sull'immolazione di se stessi per la salvezza delle anime redente dal Sangue di Cristo, sulla devozione al Sacro Cuore e sull'Adorazione Eucaristica. Per farvi assaporare la spiritualità della Fondatrice della Congregazione delle "Figlie del Cuore di Gesù" (suore di clausura), vi consiglio di leggere alcuni brani di una bella lettera che la Beata scrisse alle sue seguaci. [Nella foto a lato, il suo corpo incorrotto dal 1884].

La Servianne, 8 Dicembre 1882

Carissime Figlie in Cristo, siamo giunte al primo giubileo della Fondazione del nostro piccolo Istituto! [...] I vostri cuori traboccano di gioia e di riconoscenza; che potrei aggiungere ai vostri sentimenti e alla vostra religiosa commozione? Lasciatemi almeno lanciarvi il grido che errompe dal profondo della mia anima: Amore, amore!

Amore a Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo unico Figlio per salvarlo! Amore all'Agnello che ci ha lavati nel suo Sangue adorabile e si è immolato per redimerci! Amore a Gesù Ostia che da dieci anni si degna di rimanere esposto sui modesti altari dei nostri monasteri! Amore al Cuore divino che ha conquistato i nostri cuori! Sorelle e Figlie carissime, vorrei comunicarvi la celeste Passione di Gesù Cristo. Egli è venuto a portare il fuoco dell'Amore sulla terra; che posso desiderare se non che esso infiammi le vostre anime? Vorrei vedervi divorate da questo amore; ma non di un amore di desideri e di sentimenti infecondi, bensì di un amore in opere e verità che va fino all'estrema dedizione e si lascia portare dall'Amato fino all'estrema immolazione. Per aggiungere fiamme al vostro fuoco di amore vi ricordo e vi metto al vivo come è odiato in questo tempo infelice Colui che amiamo; quanto è disprezzato Colui che adoriamo; quanto è oltraggiato Colui che serviamo in ginocchio.

L'Amore non è conosciuto, l'Amore non è amato, Sorelle mie! Quando ho visto l'odio del mondo per Dio che è Amore; il disprezzo e gli oltraggi del mondo per Colui che è Padrone di ogni potere in cielo e in terra; quando ho visto l'Armata di Satana devastare il campo delle anime per le quali il mio Salvatore ha versato il Suo Sangue, «il mio cuore si è liquefatto come cera nel mio petto», e per mezzo dell'amore che desidera fare di più di quanto è in suo potere e crede che tutto gli sia possibile, ho osato chiedere al Divino Amore di formarsi una piccola falange di Vergini che siano i Serafini della terra, anime pronte alla sofferenza ardenti nella dedizione e che nulla, all'infuori dell'obbedienza guidata dalla prudenza che spetta all'Autorità, possa arrestare sulla via del sacrificio; anime completamente abbandonate alla sua azione divina, nelle quali si compiano interamente i suoi disegni di misericordia; anime eucaristiche riparatrici e apostoliche; anime ostie unite a Lui, trasformate in Lui, offerte e sacrificate da Lui; che non vivono più, ma nelle quali Egli viva, la cui vita sia nascosta con Lui in Dio; ostie vive nelle quali Egli completi, in un certo modo, la sua Passione, e di cui Egli disponga secondo il suo beneplacito per la sua gloria. Sorelle, è un sogno il mio? A voi la risposta, a voi il provare a Gesù con lo slancio e la generosità dei vostri cuori, che Egli non vi ha chiamate invano nel suo santuario e attorno al suo altare!

[...] Lo scopo di Satana, l'ideale delle sette è di scacciare Gesù Cristo dal mondo, di abolire perfino la memoria della sua dottrina e di strappargli le anime; bisogna dunque, Sorelle, amare Gesù Cristo, unirsi a Gesù Cristo, imitare Gesù Cristo, conquistare anime a Gesù Cristo. Bisogna amare Gesù Cristo e unirci a Gesù Cristo. Amiamolo da Vergini e da spose; gettiamo ai suoi piedi adorati i nostri gigli che Egli stesso ha fatto crescere, bagnandoli col suo Sangue prezioso, e il cui profumo sarà respirato da Lui solo.

L'Istituto è innanzitutto un'opera di amore; perciò esso non accoglie che anime ripiene di un amore generoso, delicato, ardente. Ecco perché ci siamo consacrate al Cuore di Gesù, centro dell'amore; ecco perché ci siamo strette attorno all'Eucarestia, capolavoro dell'Amore. L'Eucarestia è Dio con noi e ci da la consumazione dell'Amore, l'unione reale con Gesù Cristo. Dobbiamo esaltare Gesù Cristo con l'adorazione, con immenso rispetto, fede viva e la virtù di religione portata al suo più alto grado, attinta in Gesù Cristo e che dalle nostre anime risalga a Lui e, per Lui all'adorabile Trinità.

Consacriamo i nostri cuori ad estinguere, per quanto possibile, la sete ardente che ha Gesù Cristo di essere conosciuto e amato dalle sue creature. Alle raffinatezze dell'odio infernale, vogliamo donare a Gesù Cristo tutte le delicatezze dell'amore che compatisce, che ripara, che tutto condivide e nulla rifiuta; dell'amore che strappa al Cuore del Diletto i segreti della sua carità ardente, dello zelo che lo divora, delle sue agonie, dei suoi dolori, dei suoi sacrifici; dell'amore che dà vita per vita e che per la gloria di Dio, è pronto anche a dare il suo Sangue. Ecco perché ci sforziamo di attuare i desideri del Cuore di Gesù. Ecco perché cerchiamo nel Cuore Immacolato di Maria, fonte di tenerezza e di amore, e negli ultimi anni della sua vita consumati dal martirio d'amore, il modello dei nostri sentimenti e della nostra vita. Ecco perché noi offriamo tutto e noi stesse per ciò che il Cuore di Gesù ha maggiormente amato.

Bisogna imitare Gesù Cristo. L'inferno vuole abolire la dottrina di Gesù Cristo? Noi lo seguiremo e lo imiteremo il meglio possibile, proprio in ciò che si oppone alla dottrina infernale delle sette. Esse predicano l'orgoglio, la ribellione, l'indipendenza; noi impareremo alla scuola del Cuore di Gesù, per praticarle con sforzo continuo, «le virtù della mitezza e della profonda umiltà che con l'ubbidienza e il sacrificio, formano le basi del nostro Istituto». Tenderemo a fare della perfezione dell'ubbidienza il carattere distintivo della nostra società.

[...] Le sette insegnano l'edonismo, il materialismo e il più gretto egoismo; noi vi opporremo la ricerca della totale abnegazione, il vigore della perfezione interiore e una incessante mortificazione in ogni cosa, per quanto sarà possibile; vi opporremo un amore generoso della croce, lo spirito di sacrificio, d'unione a Gesù immolato, che non è altro che lo spirito stesso del cristianesimo; vi opporremo una squisita purezza, le caste delicatezze della verginità, l'oblio dei nostri interessi personali, e infine, l'intero sacrificio di noi stesse per la maggior gloria di Dio. [...]

Bisogna conquistare anime a Gesù Cristo. Agli sforzi infernali per strappare le anime a Gesù Cristo, opporremo lo zelo e la dedizione dell'amore. Quanto sbaglierebbe l'anima che venisse a cercare in questo Istituto esclusivamente la propria perfezione! Una Figlia del Cuore di Gesù deve essere non solo un altro Gesù Crocifisso per lo spirito di sacrificio e di volontaria penitenza, o come un altro Gesù Ostia per lo spirito di oblazione e di immolazione perpetue, ma deve essere anche un altro Gesù Redentore compiendo in se stessa «ciò che Gesù Cristo deve soffrire in noi, per la formazione del suo corpo che è la Chiesa», per le stesse intenzioni del sacrificio di Nostro Signore, che sono la gloria di Dio e la salvezza delle anime. «Questa umile Società non è fondata soltanto per la salvezza e la santità dei suoi membri, ma perché i suoi membri si adoperino, con l'aiuto della grazia e con tutte le loro forze, alla salvezza delle anime, per il servizio dei sacri interessi del Cuore di Gesù, della santa Chiesa e del Sacerdozio cattolico, per mezzo della preghiera, del sacrificio, della diffusione della devozione verso il Cuore adorabile di Gesù e verso la Vergine Immacolata, Regina e ausiliatrice della Chiesa».

E come potremo noi dal profondo della nostra miseria elevarci a cose tanto sublimi? Sorelle faremo tutto per mezzo di Gesù Cristo; mediante la nostra unione al suo Cuore e al suo sacrificio, l'offerta dei suoi meriti infiniti e del preziosissimo calice del suo Sangue adorabile. Faremo tutto per Maria, l'Associata al divin sacrificio, per la quale venne sempre l'aiuto divino alla Chiesa contro i suoi nemici, e che, dopo aver annientato tutte le eresie, distruggerà certamente anche la grande apostasia sociale dei tempi presenti» [...].

E poiché ad ogni errore è seguito sempre il trionfo spirituale di ciò che esso combatteva, è certo che la Chiesa godrà in futuro di una meravigliosa fioritura di Ordini religiosi e di uno splendido risveglio di vita cristiana. O Sorelle! ... umiltà profonda, ma fiducia illimitata; abbandono senza riserva all'azione della grazia, perché «poche anime comprendono ciò che Dio opererebbe in esse, se si abbandonassero completamente nelle sue mani e lasciassero agire la grazia divina».

Capirete facilmente come un Istituto che ha simili scopi, non può accettare anime ripiegate su se stesse, meschine, pusillanimi, che cercano le dolcezze della pietà, invece di cercare il sacrificio e la perfezione; esso ha bisogno di anime generose, ardenti nell'immolazione, dimentiche di se stesse e soprattutto piene di quella dedizione amorosa che va dritta al Cuore del Diletto!


[Le ragazze che desiderano andare a Venezia per fare un'esperienza vocazionale presso il monastero di clausura delle zelantissime Figlie del Cuore di Gesù, possono mettersi in contatto con queste suore scrivendo al loro indirizzo e-mail: bmariave@alice.it ]

domenica 13 maggio 2012

Consacrarsi a Maria

Tempo fa una ragazza mi ha confidato l'intenzione di consacrarsi alla Madonna secondo gli insegnamenti di San Luigi Grignon de Montfort.

Caro D., non sai che piacere immenso nel leggere una tua email! Continuo a leggere il tuo blog, anche se non ti ho più scritto! […] Conosco gli Esercizi Spirituali del Santo del Discernimento, in base a tutte le esperienze che ho letto e che ho sentito, pare che cambino letteralmente la vita e il modo di vedere le cose, ma purtroppo non ho mai avuto modo di farli, anche se l'intenzione c'è! Sai in questi giorni ho terminato la lettura del libro "Trattato della vera devozione a Maria" di S. Luigi Maria Grignon de Montfort, e ho deciso di fare la Consacrazione totale a Gesù per le mani di Maria; in pratica rinnoverò le mie promesse battesimali dopo un mese di preghiera e di preparazione; inoltre tutte le mie azioni e i miei moti interiori da quando avrò terminato la consacrazione passeranno per le mani di questa dolce Signora che li purificherà e li renderà degni di comparire presso il Signore; non dovrò più preoccuparmi delle mie intenzioni di preghiera, giacché sarà Maria stessa la destinataria, la quale provvederà a far giungere le mie preghiere e buone azioni a chi più ne avrà bisogno! In pratica è una via molto più semplice di quella che va direttamente a Gesù (come ad esempio la via difficilissima dell'Imitazione di Cristo), una sorta di "scorciatoia" suggerita dal Monfort e anche dal de' Liguori... MARIA è una scala che va direttamente in Cielo!! Spero di riuscirci con il Suo aiuto..... Ad Jesum per Maria!

Nel frattempo ti abbraccio nei Cuori di Gesù e Maria! Spero di riuscire a compiere gli Esercizi, se li hai fatti mi piacerebbe saperne di più...anche per sommi capi!

un caro saluto
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                      mi hai dato una splendida notizia! Sono felicissimo di sapere che hai deciso di consacrarti a Gesù per le mani di Maria secondo gli insegnamenti di San Luigi Grignon de Montfort. Non sarai più padrona di te stessa, ma diventerai schiava della Madonna, la quale potrà fare di te tutto ciò che vorrà! Ovviamente, essendo la più buona delle madri, ti ordinerà di fare solo cose che gioveranno alla tua anima. Se nel mondo fossero tutti schiavi della Beata Vergine Maria, la terra sarebbe l'anticamera del Paradiso!

Per quanto riguarda gli esercizi spirituali di sant'Ignazio, ti consiglio di partecipare a quelli organizzati dalle Servidoras e dai Padri dell'Istituto del Verbo Incarnato. Si svolgono nel Lazio, quindi abbastanza vicino da casa tua. Se vorrai, potrai andare a Segni (Roma) qualche giorno prima, così potrai trascorrere alcuni giorni con le suore e vedere coi tuoi occhi il loro stile di vita ricco di fervore nella pratica delle virtù cristiane e di zelo per la salvezza delle anime. Tra l'altro le Servidoras oltre ai tradizionali voti di povertà, castità e obbedienza fanno anche un voto di consacrazione alla Madonna secondo la spiritualità di San Luigi Grignon de Montfort. Se vuoi iscriverti o avere maggiori informazioni, puoi scrivere all'indirizzo: esercizispirituali@servidoras.org

Ti auguro ogni bene in Gesù Salvatore e Maria Corredentrice,

Cordialiter